Foto del weekend:
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| Fortezza di San Leo (PU) + panorama da S.Andrea in Casale + parco di Riccione |
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( 3 / 59 )Lo scorso 9 aprile sono stato dentro il simbolo architettonico di Modena, la Torre Ghirlandina, assieme ai miei due amici nerz Niger e Pasto.
Volevamo approfittare dell'ultimo giorno disponibile per visitare la torre prima che poi iniziassero i lavori di restauro che dovrebbe durare circa due anni.
Così ci siamo detti: "Perchè non fare qualche foto dentro la Ghirlandèina?!?"
Ecco il risultato (anche se con qualche mese di ritardo...e per questo mi scuso!).
Di seguito potete vedere il web album fotografico e poi anche il video che ho girato scendendo i gradini della Torre Ghirlandina fino ad uscire in Piazza Grande.
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| Ghirlandin |
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( 2.9 / 45 )Ora potete sfogliare il web album delle foto che ho scattato a Modena Terra di Motori (il cui relativo post lo potete leggere qui).
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| Modena Terra di Motori |
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( 3 / 60 )Wikipedia la conosciamo tutti ormai!
Non tutti ne conosciamo le varianti: ecco quella MODENESE, scritta in autentico dialetto modenese!
Ovviamente possiamo contribuire tutti quanti ad integrarla con nuovi termini tipo "Casnèlb", "palazèina", "podàdòr", "nasòun", "caiòun", "testaplèda", "ciocàpiàt"...
...::: Wikipedia Mòdna :::...
Una perla che piacerà a chi ama Dante: una piccola trascrizione in dialetto modenese!
[L’inféren ed Dante]
In d'al mêz d'al camîn d'la nostra vétta
a-m sun catê in d'na furèsta buia,
c'l'a-s s'éra pèrsa la strèda drétta.
Ahi, niànch a dìrel, la strêda l'è dura
ed quèst bôsch, selvâg' e oscûr
c'al sôl pinsêr al fa gnîr paura!
Tant' él amêr che pòch pió l'è la mòrt;
ma per ciacarêr d'al bèin ch'a g'ò catê,
a drò ed quáll c'a-i-ò vést tentànd la sòrt.
A-n sun mia bòun ed ridîr cum a sun entrê,
tant' a-i-éra asunê a quel pùnt
c'la bòuna strèda a-i-ò abandunê.
Ma po' a sun arivê a i pê ed 'na muntàgna,
là, in duv l'éra finî la vâl
c'la m'avìva rimpî al côr d'ogni magàgna,
a-i-ò guardê in èlt e a-i-ò vést al piân
vistî d'i râg' d'al sôl
c'i culpìssen la fàża d'ogni cristiân...
[Inferno - Canto I (Dante Alighieri)]
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!
Tant' è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch'i' vi trovai,
dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.
Io non so ben ridir com' i' v'intrai,
tant' era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.
Ma poi ch'i' fui al piè d'un colle giunto,
là dove terminava quella valle
che m'avea di paura il cor compunto,
guardai in alto e vidi le sue spalle
vestite già de' raggi del pianeta
che mena dritto altrui per ogne calle...
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( 2.9 / 31 )Qualche tempo fa Niger, di ritorno dalla maratona di Londra, mi raccontò di una strana scena che aveva visto passando col bus nei pressi di Trafalgar Square... io allora gli risposi che si trattava certamente di un'iniziativa di Guerilla Marketing (in gergo: una guerilla!).
Beh!...dopo un pò di ricerche credo di averla trovata!
Sono certo che Niger si riferisse a questa!


The average person drinks 74,802 cups of tea in their lifetime. Here they are laid out in Trafalgar Square.
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( 2.9 / 36 )"...perchè ricordiamoci sempre che questo mondo non l'abbiamo ereditato dai nostri genitori!...lo abbiamo solo in prestito dai nostri figli!!!"
Credo che questa possa essere la frase che più ricorderò di questo spettacolo di Roberto Benigni.
Eh...sì, perchè è stato un vero spettacolo, talmente spettacolare che il protagonista non ha neanche avuto bisogno di strani effetti e giochi di luce, di entrate trionfali e colpi di scena improvvisi; gli è bastato mettere sul piatto la propria personalità indiscutibile, la propria simpatia travolgente, la propria cultura intelligente, la propria passione per Dante, la propria dialettica ed imprevedibilità inconfondibilmente toscane e la propria capacità di mantenere alta l'attenzione del pubblico senza cali di alcun genere!
Caspita!... la cosa straordinaria è che quando uno di noi pensa "Sto per assistere ad uno spettacolo di Benigni!", di fatto si immagina di farsi un paio di ore di pure risate e di allucinanti sganasciate talmente potenti da farti cadere dalla sedia; invece in realtà non è proprio così che poi vanno le cose. Sì, perchè di fatto le potenti
risate le fai solo durante la prima mezz'oretta scarsa, quando Benigni mette in pratica le più classiche tecniche di comunicazione riconosciute da tutti coloro abbiano un minimo di consapevolezza in tema comunicativo.
La prima mezz'oretta serve a Benigni per "svuotare le menti" dei presenti, per distaccarle definitivamente dai pensieri e le aspettative che essi stessi si portano dietro da fuori, dalla giornata, dalla propria vita; un lasso di tempo utile per catalizzare l'attenzione su di sè, ovviamente anche (e soprattutto, direi!) a costo di prendere in giro tutte le principali figure politiche italiane, di ciascun colore e di ciascun credo, tenendo comunque vicino a sè un immaginario filo sempre teso e potenzialmente pronto allo scopo di tirarti dentro all'immenso mondo di Dante: immergerti senza paura, ma a mente libera!
Personalmente ho avuto il piacere di assistere a questo spettacolo proprio in quel di Ravenna (una delle due città di Dante!) dopo essermi perso l'occasione di potervi prendere parte a Modena qualche mese fa; fortuna!..., perchè questo fatto è stato per Benigni un immancabile appiglio per collegarsi idealmente con la vita reale di Dante ("...mi sembra quasi di vederlo qui, Dante,...qui sotto che passeggia per queste strade!...").
E poi... il Quinto Canto!...Ah! che spettacolo!... dalle risate più stupide in un vortice di emozioni evocate dalle battute e dalle riflessioni di Benigni, ci si è ritrovati letteralmente immersi nel canto, simbolo dell'amore più alto e disincantato, della femminilità elevata a valore da custodire preziosamente, della mistica importanza della vita e del dolore provocato dall'amore pur essendo nell'Inferno, degli eterni ignavi, ma soprattutto di Paolo e Francesca!
In poco più di due ore di spettacolo, il pensiero di guardare che ora fosse non mi ha mai sfiorato lontanamente, anzi, quando alla fine Benigni ha recitato a memoria tutto il canto, mi sono detto: "Caspita!...ma è già finito!?!".
Devo dire che il talento è indiscutibile... soprattutto se penso che lo spettacolo parte come un evento puramente comico, ma sfocia senza fartene rendere conto, in una vera e propria lezione appassionata e appassionante su Dante! Eccezionale a mio modo di vedere!

[Arena Pala DeAndré - Ravenna ; giovedì 26 luglio 2007]
PS:Ringrazio di cuore Lucia, Daniele ed ovviamente Antonellina per la loro ottima compagnia!
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( 3 / 39 )Oggi su MODENA2000 si legge questa news:
Tartaruga azzannatrice catturata a Casinalbo
Una tartaruga azzannatrice, la sesta in cinque anni, è stata catturata nel cortile di un'abitazione a Casinalbo, nel modenese. A bloccarla, i volontari del centro fauna selvatica 'Il Pettirosso', avvertiti da alcune persone allarmate alla vista dell'animale originario del Nord America.
Forse la tartaruga (5 kg di peso, un carapace di circa 30 cm di diametro e una lunghezza becco-coda di quasi 50, oltre a 15 cm di collo), come spiegano i volontari del centro, è stata abbandonata dal proprietario che probabilmente l’aveva incautamente o inconsapevolmente acquistata, forse confusa tra altre specie di piccole tartarughe la cui importazione è legale.
L’ultimo episodio simile nel modenese era accaduto nel gennaio 2005 quando una tartaruga della stessa specie è stata rinvenuta lungo un canale a Soliera.
L’animale ora è ospitato nella sede del centro in via Nonantolana da dove sarà trasferito presso il centro di recupero della fauna esotica di Monte Adone a Sassomarconi.
La tartaruga azzannatrice è una specie diffusa nel nord America, in tutta l'area occidentale dal confine con il Canada fino al Golfo del Messico, Florida compresa dove è presente una sottospecie.
Ma questa non è certo una piccola e innocua tartarughina da giardino. In cattività, se iperalimentati, alcuni soggetti hanno raggiunto i 35 chilogrammi.
Inoltre è pericolosa per l'uomo: nonostante non sia per nulla aggressiva, anzi, se minacciata può infliggere serie morsicature col suo becco potente e la sua capacità di proiettare il lungo collo per mordere (non a caso il nome scientifico è “Chelydra serpentina”). E’ carnivora quindi è pericolosa anche per la fauna autoctona, in particolare anatre, testuggini palustri, rane e gamberi di fiume.
L’attività del Centro soccorso animali selvatici di Modena avviene sulla base di un accordo con la Provincia per il recupero di animali selvatici feriti e in difficoltà. Per le segnalazioni chiamare i numeri 339 8183676-339 3535192 oppure il servizio 118.
La domanda mi sorge spontanea:
"Pasto,tu centri qualcosa?!?"

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( 3 / 27 )Semplice, ma speciale...
[voi direte "Ma cosa?!?".... ed io risponderò "Lo so io!!!"]

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( 3 / 23 )Altre notizie






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